NELLA LINGUA ITALIANA POCHE SONO LE PAROLE, DI UNA SOLA SILLABA, CHE VOGLIONO L’ACCENTO

Pillole a largo spettro
NELLA LINGUA ITALIANA POCHE SONO LE PAROLE, DI UNA SOLA SILLABA, CHE VOGLIONO L’ACCENTO.
10 MONOSILLABI VOGLIONO OBBLIGATORIAMENTE L’ACCENTO PER NON CONFONDERLI CON ALTRI DI UGUALE GRAFIA, MA DI DIVERSO SIGNIFICATO.
ESSI SONO:
1. CHÉ con l’accento rigorosamente acuto: distingue un particolare tipo di che: perché, poiché, affinché…
2. DÀ quando indica la 3ª persona dell’indicativo dal verbo dare (egli dà) per distinguerla dalla preposizione semplice da;
3. È con accento sempre grave, anche nel derivati («cioè») indica la 3ª persona dell’indicativo del verbo essere (egli è), per distinguerla dalla congiunzione coordinativa e.
4. LÀ, avverbio locativo col valore di ‘in quel posto’, situato in un luogo terzo rispetto a chi parla e a chi ascolta, per distinguerlo dall’articolo determinativo e dal pronome personale la femminile singolare, e dalla nota la.
5. LÌ, l’avverbio locativo col valore di ‘in quel posto’, ma più puntuale di là, per distinguerlo dal pronome personale li maschile.
6. NÉ con l’accento rigorosamente acuto, congiunzione coordinativa negativa, per distinguerla da ne avverbio e pronome.
7. SÉ pronome personale di terza persona riflessivo (‘accento sempre acuto) per distinguersi da “ se” congiunzione e “se” pronome atono.
8. DÌ, quando significa giorno (Notte e dì).
9. TÈ, quando ci si riferisce alla bevanda.
10. SÌ, quando è avverbio di affermazione.
FRASI CON QUESTI MONOSILLABI ACCENTATI.
Oggi ti telefonerò, ché ho bisogno di parlarti.
Caro Mario, dà notizie dell’accaduto a tuo fratello.
Il sole è alto nel cielo.
Ci vedremo là alla sei.
Guarda bene nella libreria; ho messo lì i libri.
Io non ho né la voglia di parlare né il coraggio di ribellarmi.
Il ricordo di quanto è accaduto maria lo porterà sempre con sé.
Il dì della festa verrò volentieri.
Mi piace bere spesso una tazza di buon tè.
Ti dico di sì, verrò alla mostra.




