ITALIANO. Apostrofo e troncamento
Apostrofo e troncamento nella lingua italiana
di Maria Rosaria Tummino
L’apostrofo. (‘)
È il segno grafico dell’elisione.
È obbligatorio usare l’apostrofo:
• negli articoli: lo, la, una davanti ai nomi che iniziano per vocale: l’orso, l’isola, un’amica;
• nelle preposizioni articolate che vengono costruite con LO e LA.
• Con bello e quello: bell’uomo quell’uomo
• Con ci davanti al verbo essere: c’è, c’erano, c’era
• Con santo seguito dal nome proprio: Sant’Antonio
• In alcune espressioni: tutt’al più, tutt’altro, senz’altro, avant’ieri, nient’affatto, d’accordo
RICORDA: UN’ è una parola elisa e vuole l’apostrofo.
Non si può, infatti, dire un cavalla, ma si dice una cavalla . Di conseguenza si deve scrivere un’isola.
Siccome si dice un libro, si scrive anche UN ORSO, senza apostrofo.
ESPRESSIONI, DI USO COMUNE, CON L’APOSTROFO
D’accordo, l’un l’altro, fa’ (nel senso di fai), da’ (nel senso di dai), sta’ (nel senso di stai)
Il troncamento.
È la soppressione dell’ultima vocale, senza accento, di una parola che si viene a trovare davanti ad un’altra parola che inizia con consonante.
e.g. Mar Tirreno, tal libro, mar Ligure, un quaderno, un cavallo,. Buon giorno…
Alcune volte si toglie un’intera sillaba.
e.g. Gran cosa, San Giovanni, Gran Sasso.,…
Nel TRONCAMENTO non si usa mai l’apostrofo, anche quando le parole troncate sono davanti ad una parola che inizia per vocale.
e.g. Suor Anna, tal altro, qual è…
È obbligatorio:
• Con UNO e composti davanti a vocale e consonante: un amico, nessun libro
• Con buono davanti a vocale e consonante: buon anno, buon libro;
• Con bello e quello davanti a consonante: bel cavallo, quel cappotto;
• Con santo e frate davanti ad un nome proprio che inizia con consonante: san Giovanni; fra Matteo
• Con suora davanti a nome proprio: suor Anna, suor Francesca;
RICORDA:
• Pover’uomo si scrive con l’apostrofo perché è una parola elisa. Non si può dire infatti POVER BAMBINO e allora davanti alla vocale si usa l’elisione, cioè si mette l’apostrofo.
• UN PO’ vuole l’apostrofo e mai l’accento.
• In fine di riga si può terminare con l’apostrofo anzi questa è la forma grammaticalmente più corretta perché non si spezza la sillaba.
• Non si ha troncamento con i nomi che iniziano per s impura, cioè s + un’altra consonante, x, z, ps, gn: uno studio, uno zingaro, uno xilofono, uno psicologo, uno gnomo




