Niente in mezzo
Adesso che c’è un governo di giovani, il paese ringiovanirà tutto e c’è davvero da sperarlo vista la gerontocrazia distruttiva che ci ha devastato.
La disoccupazione giovanile è alta, le possibilità per merito, pochissime. Grandi proclami, grandi progetti, finora pochi risultati, ma si spera.
E c’è la generazione di mezzo che è destinata alla rimozione, all’oblio, ad una sorta di biblica rottamazione, condannata ad una eutanasia in vita.
Né vecchi, né giovani, zavorre incollocabili. Via i vecchi, largo ai giovani. In mezzo un milione di cinquantenni, fuori dal lavoro, dalla dignità di esistere per sé stessi e per le loro famiglie.
Non se ne parla, o se lo si fa, con un po’ di pietismo, un po’ di evvabbè, un po’ di “…zzo vuoi se a cinquant’anni stai messo così?”…
Ai giovani si consiglia di non studiare ed aprire una pizzeria, ai vecchi di togliersi dalle scatole, a quelli di mezzo di vivere negli scatoloni di cartone.
Sembra uno di quei film distopici, di realtà devastate e assurde, scritti da sceneggiatori cocainomani, girati da registi pessimi.
Brazil al confronto è un capolavoro del neorealismo.







