Ricette Random. Crema di alici allo zenzero. Ricetta testata, provata e riprovata da chi scrive (anche se l'idea di mangiare animali un po' mi resiste, lo confesso). Ottima per: un aperitivo al cucchiaio; un antipasto sfizioso; un secondo divertente.
Crema di alici allo zenzero
Svegliati alle 5.00 e alle 6.00 sei dai pescatori alla banchina del porto.
No?!
Ah, perché tu pensi di trovare le alici fresche dal pescivendolo sotto casa?
No?!
Come dici?
Al supermercato?!
Vabbè, lasciamo perdere.
Dunque, alle 6.00 sei in banchina. “Alle sei-sei” non si può sentire. Comunque.
Alle 6.00 sei sul molo. La barcaccia del pescatore è rivolta col culo verso le bitte, dove oscillano sornioni gli ormeggi. Il pescatore mostra le cassette del pescato, è stato in mare tutta la notte (dice lui) e tu gli chiedi di mostrarti cosa ha preso.
Lui sparisce dietro la cabina e torna con due cassette bianche di polistirolo colme di ogni ben di Dio, incluso qualche pesciotto dal dorso aranciato e la pancia crema che proprio non hai mai visto. No. Tu gli chiedi le alici.
Lui ti guarda strano e un po’ fa finta di non guardarti. Si china a terra e anche se la barca ondeggia un po’, con una maestria che vedi che ce l’ha dentro e non ci pensa proprio, con una mano regge le due cassette e con l’altra sposta le reti che sono ancora sull’impiantito.
No, di alici non c’è traccia.
Allora posa le cassette a terra, torna sui suoi passi e sparisce dietro la cabina. Tu aspetti sul cemento del molo, che in compenso è talmente fermo che a guardare in barca ti viene il mal di mare.
Torna. Tre cassette. No, te ne basta una. Quanto al chilo? Così. Ok, ti pare troppo ma sono alici fresche, pescate questa notte in alto mare. Magari va anche bene.
Ovviamente ti propone tutte e tre le cassette a un prezzo minore, ti ci mette pure un paio di maccarelli. Tu guarda le alici e digli di tenersele.
Il pesce decongelato uscito dai freezer del porto durante la notte lo trovi anche dal pesciarolo sotto casa.
Ricominciamo.
Compra un chilo di alici dove ti pare.
Privale della testa, delle interiora e della spina. Questo lavoro va fatto a mano.
Si toglie prima la testa, si schiacciano, poi con un dito si sfilano le interiora e la spina. Una per una si lavano sotto l’acqua corrente.
Si aprono in un piatto. Si condiscono con olio extravergine di oliva di quello buono preso dal contadino (ma ve lo racconto un’altra volta, per adesso è sufficiente l’incontro con il pescatore), pomodorini a pezzetti, aglio, prezzemolo e sale q.b.
Tutto in tegame e al forno per 15 minuti circa. Controlla e capirai se il fuoco del tuo forno va per i 10, i 15 o i 20 minuti.
Le alici sono cotte.
Infila tutto in un frullatore, aggiungi una carota, mezzo pomodoro fresco, mezza radice di zenzero, la metà di un peperoncino. Sul peperoncino l’ideale è capirsi. Metti quanto peperoncino ti piace, facendo attenzione a non eccedere anche se il tuo livello di sopportazione della scala di scoville è molto alto. Questo perché soffocheresti gli altri sapori, o alla peggio soffocheresti tu stesso.
Aggiungi un filo d’olio di quello extra e poi una spezia.
Puoi scegliere tra curcuma e zafferano. La polvere di una delle due sulla punta di un cucchiaino. Poca, mi raccomando.
Mezzo bicchiere d’acqua (evita che l’acqua sia troppo dura o alla peggio quell’acquaccia che esce dai rubinetti e che ancora non s’è capito perché ma te la fanno pagare lo stesso anche se c’è l’arsenico), quindi mezzo bicchiere d’acqua minerale liscia e frulla.
Il composto sarà cremoso, profumato, ottimo per un aperitivo al cucchiaio con un pezzo di pomodorino, un antipasto su crostini di pane e una foglia di basilico o un secondo di crema al piatto con un’acciughina arrotolata in cima.
Insomma, con un po’ di fantasia componi l’opera e accompagna con un buon bianco o un rosso freddo.
Non lesinare creatività e divertimento e ricorda: si mangia prima con gli occhi.











