La colazione di Pasqua nella tradizione
Nella tradizione del nostro paese e dei paesi limitrofi il mattino di Pasqua era un momento particolarmente importante. Era l’occasione, alla fine del periodo della quaresima, che all’epoca era molto sentito, per poter mangiare e in abbondanza. In particolare si poteva di nuovo mangiare la carne. Si preparava la tavola in cucina con una bella tovaglia e si faceva una colazione composita. Dove c’erano anche dei bambini si avevano cibi particolari. C’erano infatti le uova sode che il prete in precedenza aveva benedetto, durante le benedizioni delle case, che in quel periodo avvenivano nei giorni immediatamente precedenti la festività. Ma se c’erano i bimbi quelle uova venivano anche dipinte. C’erano poi i maritozzi. Se in casa c’erano i bimbi le nonne o le persone comunque più anziane preparavano con la pasta dei maritozzi anche una “pupa” o “pupazza”, cioè una specie di salsicciotto di pasta che poi veniva fatto come a forma di un nodo e in mezzo si metteva un uovo sodo. Insieme al pane e alla pizza si Pasqua si mangiava la lonza, o capocollo, che si era lavorata quando si era “ammazzato il maiale” e che fino ad allora era stata appesa in cantina. Per finire, il piatto forte era la “coratella d’abbacchio”. Il tutto si accompagnava col vino casareccio.
Ingredienti della colazione tipica di Pasqua:
Maritozzi
Pupazza o “Pupa”
Uova sode colorate e benedette
Pizza di Pasqua
Lonza o capocollo
Coratella d’abbacchio
I “Maritozzi”
Ingredienti:
- 5 uova
- 6 etti di zucchero
- 1 etto di lievito di birra
- ½ litro di latte
- 1 etto di strutto
- 2 etti di uva passa
- 2 kg di farina
- Scorza di limone grattugiata
- Un po’ di cannella
Procedimento:
si fa la fontana di farina sulla “spianatora” e si mettono le uova e pian piano tutti gli altri ingredienti. Il lievito si scioglie col latte. Si amalgamano poi tutti gli ingredienti e si impastano. Si formano delle “pagnottine”, cioè i maritozzi che si mettono nel “soletto” dove si fanno lievitare e riposare per almeno un’ora. Dopo aver lievitato, raddoppiando quasi il loro volume, ci si mette sulla superficie l’uovo sbattuto per poter rendere dorata la crosta, una volta cotta.
All’epoca in cui si facevano le “colazioni di pasqua” si portavano i “soli”, che ricordo lunghi e neri, dalle “fornare”, io in particolare ricordo “Margherita la fornara”. Erano queste signore che controllavano la cottura e te li facevano trovare pronti, da riportare a casa per la mattina di Pasqua.
Ora si mettono nel forno elettrico, a 180° per una mezz’ora.
Pizza di Pasqua
Gli ingredienti erano gli stessi della pasta dei maritozzi, ma si mettevano in delle “pile”, pentole alte di alluminio, e si facevano lievitare per 24 h.
La coratella
Procedimento per la preparazione della “coratella d’abbacchio”:
la “coratella d’abbacchio” (fegato, polmone, milza, cuore, animelle…) veniva fatta a pezzetti molto piccoli e posta in una padella dove prima veniva fatta “imbiondire” molta cipolla bianca insieme a: olio, sale, peperoncino e uno spicchio d’aglio. Venivano aggiunti durante la cottura del vino bianco e, all’occorrenza, dell’acqua. In una variante si aggiungeva anche del pomodoro a pezzetti o dei carciofi tagliati a piccoli pezzi.
Era forse il momento più importante della giornata, momento in cui tutti si trovavano insieme, in un momento festoso di condivisione.











