Quella “follia” di sognare un mondo unito e senza frontiere
di Riccardo Agresti
Credo che le persone possano essere divise in due gruppi: i folli e i deficienti.
Folli sono quelli come me (e come me molti docenti, genitori e studenti) che hanno la follia di credere che il mondo non possa essere separato in tanti Stati diversi, i cui territori sono disegnati solo da linee inesistenti.
I folli come noi sono convinti che incontrandosi si possa riconoscere quanto ciascuno di noi sia diverso da tutti gli altri e questa differenza non implichi necessariamente una supremazia o una inferiorità, ma anzi consenta di crescere scambiandosi esperienze e idee, permettendo a ciascuno di migliorare la propria esistenza.
I folli come noi pensano che dalla “non conoscenza” siano generati l’odio, il razzismo, la violenza, mentre la conoscenza reciproca ci renda amici e ci faccia crescere. I folli come noi immaginano una Terra in cui l’istruzione possa permettere a tutti di comprendere quanto sia sciocco uccidere il proprio fratello solo perché questo parla russo o francese o tedesco o inglese o una qualsiasi altra lingua diversa dalla nostra.
I folli come non considerano tutti gli italiani uguali far di loro (saremmo tutti dei mafiosi mangia-spaghetti?) e nemmeno che siano tutti uguali fra loro i tedeschi o i francesi o gli spagnoli.
I folli come noi sono sicuri che il mondo sia strapieno di persone per bene e che le guerre non le vogliano fare loro, ma solo alcuni che hanno interessi propri e che sanno ben mimetizzarsi dietro le parole di odio e che usano l’ignoranza degli altri per spingerli a odiare e uccidere.
I folli come noi amano il prossimo, qualunque sia il colore della loro pelle o quello dei loro capelli o quello dei loro occhi, perché sa che il colore del loro sangue è lo stesso del nostro e che l’amore che hanno per i loro figli è lo stesso che abbiamo noi per i nostri figli.
I folli come noi conoscono l’odio, ma amano l’amore. I folli come noi sono folli perché vivono in un mondo che non è quello che vorremmo e ci considera folli perché lo vorremmo senza frontiere.
Gli altri sono i deficienti (magari sono già infuriati con me perché non sanno che “deficiente” significa “mancante di qualcosa”, così dimostrando che sono sicuramente carenti anche di istruzione). Sono deficienti perché a loro manca qualcosa. A loro manca l’amore.
Prof. Riccardo Agresti
Preside della scuola “Corrado Melone” di Ladispoli (Rm)
Progetto Van Gogh
https://www.magazinerandom.com/van-gogh-project/
http://www.federicocaramadre.com/educational/vangogh/
Open borders, open mind
https://www.magazinerandom.com/open-borders-open-mind/
Van Gogh Project
“VAN GOGH PROJECT” o “PROGETTO VAN GOGH” è una iniziativa a scopo didattico organizzata in seno alla comunità europea. Il progetto prevede un gemellaggio tra scuole italiane e olandesi e uno scambio di studenti per un soggiorno scolastico presso le famiglie, italiane e olandesi, dei giovani selezionati. Si tratta di un progetto di avanguardia nel panorama scolastico europeo, utile a diffondere le buone pratiche didattiche, il confronto tra paesi diversi e la conoscenza reciproca delle varie culture. Per gli studenti che partecipano allo scambio, il bagaglio di esperienza e competenze che maturano grazie al progetto è pressoché unico e irripetibile.
Students and teachers of some schools from two different countries, Italy and the Nederland, are getting in contact, to exchange experiences, information, and to develop and understanding of each other. Expanding individual students & teachers horizons is the basis for developing and understanding of their active role as a European citizen. Supporting this process can also be a worthwhile experience for participating teachers, and their continued professional development.










