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“Il limite dell’informazione non consiste in quello che dice, ma in quello che tace.”

(Pino Caruso)

 

È da poco terminato il discorso del Presidente del Consiglio Conte.

A prestare ascolto a giornali e tv sembrava che l’attività di questo governo fosse incentrata esclusivamente sul fenomeno migratorio e sulla sicurezza.

La relazione dettagliata di Conte, invece, dimostra che non è così, che il governo ha lavorato su più fronti e che si accingeva ad attuare delle importanti riforme strutturali. Del resto, in meno di un anno e mezzo, il governo Conte ha approvato 19 tra leggi e decreti legge ordinari, 5 leggi di bilancio, 20 conversioni di decreti legge e 73 ratifiche di trattati internazionali.

Non entro nel merito dei singoli provvedimenti, ognuno di voi potrà farlo per proprio conto. Ciò che mi preme sottolineare è che l’attività governativa ha, com’è giusto che sia, toccato molteplici argomenti e aspetti della nostra vita quotidiana.

Eppure di cosa si è parlato per mesi sulle tv e sui giornali? Di navi, di immigrati e di porti chiusi e poi ancora navi, immigrati e porti chiusi e così via, in un escalation di polemiche e di accuse tra “migranti sì” e “migranti no” che ci ha accompagnato per tutta la durata del mandato governativo fino ad arrivare all’attuale crisi di governo.

Sussiste, quindi, un’enorme discrepanza, tra informazione e realtà.

Una discrepanza che ha la caratteristica di ripetersi al succedersi dei governi e degli eventi, che tende sempre a fotografare una piccola parte della realtà trascurando, più o meno volutamente, tutto il resto e che ha la straordinaria capacità di tenerci nell’ignoranza e, al tempo stesso, di farci sentire informati.

Una discrepanza che, proprio per la costanza e la regolarità con la quale si ripete (più o meno da quando esistono i media…) non può essere frutto del caso e che ha, al tempo stesso, una triplice identità:

  • L’identità di un velo (o, se preferite, di uno straccio …), che ci impedisce di vedere la realtà dietro l’apparenza. Che distorce la percezione che abbiamo degli eventi e che ci fa vedere solo una piccola parte di ciò che succede. E di questa piccola parte della realtà, che ci viene mostrata, vengono ingigantiti volutamente aspetti ed effetti. Probabilmente per convincerci che oltre non v’è più nulla di importante da sapere o da capire.
  • L’identità di una linea di demarcazione, superata la quale un cittadino può acquisire quella consapevolezza che gli è necessaria per comprendere il “giogo” della politica.
    Perché, purtroppo, di questo si tratta. Di un giogo (o anello) al quale siamo legati tutti e dal quale nessuno di noi si può sottrarre.
  • L’identità di una catena invisibile che impedisce al comune cittadino di vedere con chiarezza e, di conseguenza, di agire con lucidità. Una catena che ci fa desiderare e chiedere cose sbagliate, che sovrappone verità e mistificazione e che ha la triste conseguenza di impedirci di ottenere tutte quelle legittime rivendicazioni a cui chi è realmente libero può aspirare.

catena spezzata

Libero … bella parola …  possiamo definirci liberi senza avere cognizione degli eventi che modificano le nostre vite? Chiaramente, no.

Vedete, quindi, quanta rilevanza possa avere, per tutti noi, l’informazione.

E si può anche comprendere, con altrettanta facilità, perché ogni forma di potere, sia esso potere politico o economico, abbia tutto l’interesse di acquisirne il controllo.

In un certo senso, controllare l’informazione, è come acquisire il controllo delle nostre menti.

In alcuni casi, nelle persone più deboli (che, spesso, si sentono le più forti), è realmente così.

La chiave di volta, quindi, è nell’agire come persone libere. Libere dai condizionamenti, libere dai propri retaggi familiari, libere da quelle convinzioni da cui ognuno di noi trae sicurezza ma che, proprio per questo motivo, sono i punti deboli su cui fa leva l’informazione per guidarci e renderci conformi a idee che, nella realtà, ci sono molto più estranee di quanto non pensiamo.

La chiave è nell’agire come persone libere perché solo una persona libera può avere un’idea verosimile della realtà e comprendere, quindi, anche le necessità proprie e della società in cui vive.

Solo una persona libera può vedere oltre le apparenze ed emanciparsi da un’informazione che mira a incanalarla su modelli di pensiero preconfezionati .. spesso plagiandola a sua insaputa.

Solo una persona libera può spezzare questa catena invisibile attraverso la quale (poche) altre persone la tengono sotto controllo.

 

 

Pier Alfredo Pica

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