cinema_pane_burlesque12 Spettacoli

Cinema. Speciale “Pane e Burlesque”


“Pane e Burlesque” cinema_pane_burlesque11

Esce al cinema “Pane e Burlesque”, pellicola d’esordio alla regia della sceneggiatrice Manuela Tempesta.
Prodotto da RAI Cinema e distribuito da 01 Distribuzione, il film è al cinema dal 29 maggio 2014.

 Magazine Random pubblica le note di regia dell’autrice:

cinema_pane_burlesque “L’idea del film Pane e Burlesque l’ho avuta qualche anno fa, per la precisione nel 2010. Avevo voglia di scrivere e girare per il cinema una commedia sullo stile di Full Monty, ma tutta al femminile. Volevo sperimentare sulla carta e a livello visivo il social-comedy, un genere che, nell’ultimo decennio, ha trovato molto spazio e riconoscimenti, soprattutto all’estero.
Mi aveva sempre affascinato il mondo del Burlesque e il suo immaginario, legato ad un meraviglioso universo femminile, dove bustini, calze e culotte dominano con charme, disegnando con eleganza la sfera dell’eros.
La riscoperta delle donne di questo fashion and vintage world – composto non solo da lingerie, piume e paillettes, ma da molteplici aspetti creativi e originali – ha permesso alle donne di riappropriarsi del proprio corpo e dei segreti del fascino femminile; inoltre, le ha spinte ad esprimere la propria sensualità tanto nella sfera privata quanto in quella pubblica, ovvero sopra un palco, davanti agli spettatori, finalmente senza le censure e i divieti imposti dai precedenti modelli culturali.
Come ha scritto Robert G. Allen, uno studioso americano, «il Burlesque, come forma culturale, ha creato dei modelli di rappresentazione di genere che hanno cambiato per sempre il ruolo della donna e, in seguito, hanno influenzato il suo ruolo sullo schermo».
Il mio intento, tuttavia, non era esclusivamente quello di realizzare un film sul Burlesque e su ciò che esso rappresenta: volevo raccontare la realtà italiana, la crisi economica e di identità che stiamo affrontando, con le sue difficoltà e le nuove sfide con le quali ognuno di noi è chiamato a cimentarsi. Soprattutto, volevo dar voce al mondo femminile e al ruolo della donna all’interno della famiglia e della società contemporanea, rivelandone le fragilità e le potenzialità. Per questo motivo, ho cercato di raccontare delle donne vere, forse goffe ma senza dubbio coraggiose, che si rimboccano le maniche e scommettono sulle loro capacità, superando ostacoli e difficoltà, prendendo in mano le redini della propria vita.
Sono donne che affrontano le sfide senza tirarsi mai indietro, compiendo scelte controcorrente ma credendoci sempre, fino in fondo. E proprio grazie al Burlesque, ognuna di loro riuscirà a riscoprire se stessa, trasformando i punti deboli in punti di forza, e riuscendo a riscattare il proprio destino in un paese del Sud Italia che fa i conti con la crisi e la chiusura delle fabbriche”.

Manuela Tempesta

 cinema pane e burlesque4

La storia

cinema_pane_burlesque29Un paese del Sud Italia naviga in cattive acque: da quando la fabbrica di ceramiche Fasano ha chiuso, i suoi ex operai giocano al fantacalcio nella storica sezione del centro (gestita da Frida, rappresentante sindacale impegnata nelle giuste cause) mentre la piccola merceria di Vincenzo e di sua moglie Matilde non riesce più ad andare avanti. La situazione precipita quando la Banca chiede a Vincenzo il saldo di un mutuo concesso al negozio tempo fa. Tutto sembra andare a rotoli quando, all’improvviso… un ciclone vero e proprio investe la vita del paese: da una Cadillac scalcinata che frena nella piazza centrale scende Mimì La Petite, ovvero Giuliana, figlia della “buonanima” del Cavalier Fasano (il proprietario della fabbrica di ceramiche), tornata in paese dopo più di vent’anni insieme alle Dyvettes, il suo gruppo di Burlesque, per vendere le proprietà di famiglia. Con l’occasione, Giuliana ha deciso di affidare a suo cugino Vincenzo la realizzazione di alcuni abiti “speciali” : le servono per gli show del suo gruppo e per una tournée in zona che cominceranno a breve. Così, mentre la notizia di quell’“eccentrico” arrivo si diffonde tra i paesani (che accusano Giuliana di aver abbandonato un padre malato per seguire una carriera da spogliarellista, facendo chiudere la fabbrica), Vincenzo e Matilde festeggiano per quell’incarico inatteso, anche se il giovane non vuole che sua moglie frequenti Giuliana, una donna di facili costumi. In gran segreto, intanto, Le Dyvettes ordiscono una truffa contro Mimì La Petite e dopo averla derubata, la loro “leader” si ritrova con un conto bloccato e senza tournée. Giuliana non sa più come pagare i suoi debiti e Vincenzo, a malincuore, è costretto a licenziare Teresa, una sarta che lavora in merceria. Teresa e Matilde sono sconfortante quando, in un vicolo del paese, incontrano Giuliana, inviperita perché ha atteso per ore un possibile acquirente della fcinema_paneeburlesque_skyscraperabbrica che non si è presentato. cinema_pane_burlesque15
Giuliana si siede accanto a loro, le ascolta e dopo aver ricevuto la telefonata di un impresario… ha un’idea: a lei serve un nuovo gruppo per le sue serate, a loro un vero, nuovo… lavoro. Giuliana decide così di trasformare Matilde, Teresa e Viola (una cameriera giovane e sexy che lavora in un bar), nel suo nuovo gruppo di Burlesque, Les Bombettes. Tra difficoltà, segreti e bugie, Le Bombettes iniziano la tournée viaggiando da un posto all’altro con il camioncino vintage del Mago Zep, presentatore comico e cavalier servente di Giuliana, che da anni è innamorato di lei e la segue in tutti i suoi spettacoli. Col tempo, Les Bombettes diventano più brave (soprattutto Matilde), ma una sera il gruppo finisce per sbaglio in “un locale equivoco”. Tra il pubblico c’è Gregorio (un barista che lavora con Viola, da sempre attratto dalla ragazza ma senza nessuna speranza) che filma l’esibizione con un telefonino e lo carica su internet. Il video fa il giro del paese. Quando le donne rientrano in paese non sanno cosa le aspetta: una “gogna” di pubblica accusa in piazza. Giuliana e Matilde, dopo aver affrontato con coraggio sia il paese che Vincenzo rivelando delle verità “nascoste” per tanto tempo, lasciano quel posto. Passano sei mesi. Giuliana e Matilde lavorano ora negli studi televisivi di un programma dedicato al Burlesque ma il giorno della registrazione, Matilde riceve una telefonata dalla sua amica Frida. Frida le spiega che gli ufficiali giudiziari vogliono sequestrare la merceria e Vincenzo si è incatenato davanti al negozio. Matilde lascia immediatamente la trasmissione per pagare il debito di suo marito. La merceria è salva… ma l’amore tra Vincenzo e Matilde ancora non lo è… almeno fino a quando Vincenzo… decide di compiere un grande gesto romantico e illumina una strada percorsa in bici da sua moglie (proprio come faceva da ragazzo) con tanti barattoli pieni di lucciole. Matilde resta a bocca aperta. cinema_pane_burlesque36
Vincenzo le regala anche un meraviglioso abito da Burlesque (in realtà l’abito da sposa di Matilde, riadattato da lui), lasciandola libera di prendere la sua decisione. Così, mentre la trasmissione di Burlesque riprende, Giuliana ha un’ultima grandiosa idea: trasformare la fabbrica di ceramiche nel più grande polo di Burlesque d’Europa, riassumendo gli operai licenziati. Perché in fondo, come dice Giuliana, “le scelte che facciamo sono come strade: non sappiamo se sono giuste finché non arriviamo a destinazione… ma bisogna provarci, sognare e puntare.”
Sempre.

Vuoi pubblicare su Magazine Random?
Contattaci.
Trovi l’argomento di tuo interesse?
Condividilo con i tuoi amici con i tasti qui sotto!