#LaBellezzaamodomio | n.1 | di Barbara Martusciello
La Bellezza a modo mio, giocando con la titolazione e trasformata in LaBellezzaamodomio preceduta da immancabile cancelletto # – che, come ogni comunicazione online e Social Network che si rispetti impone per non disperdere dunque per ritrovare più facilmente post e scritti nel Cyberspazio – non è una Rubrica di Beauty né la pretesa di fissare nuove regole estetiche, men che meno femminili. No: è un tentativo di creare angolo di riflessione su cosa può essere oggi BELLEZZA intesa nella sua meravigliosa complessità: cioè, come intensità, profondità, una BELLEZZA “fuori” e specialmente “dentro”… Ne abbiamo bisogno, forse oggi più di ieri, per darci un rinascimento epocale che sia al contempo morale, materiale, culturale, psicologico, civile, collettivo, spirituale e carnale.
“La bellezza è mescolare in giuste proporzioni il finito e l’infinito.” Platone
Non vogliamo, qui, discutere su un concetto universale con valenza individuale ma aprire una finestra, tra le tante possibili, che si affidi alle ARTI VISIVE (ma non solo, non sempre) per indicare quali e quante strade può dipanare la BELLEZZA per “salvare il mondo” (da Fëdor Dostoevskij): altro che “sotto il vestito e il colletto niente”!
Trattiamo di differenti idee e visioni di una Bellezza che artisti, poeti, creativi, scrittori, intellettuali hanno cantato e restituito a modo loro, che è sempre stato un po’ e sempre è anche nostro, che ci appartiene (volenti o nolenti, consapevoli o meno); una Bellezza che è diversa ma sempre è: in Michelangelo come in Tiziano, in Sandro Botticelli come in William-Adolphe Bouguereau. Essa è differente per entrambi, ma anche convergente nella virtuosa, meravigliosa poetica che ce la restituisce non solo come ideale ma anche come qualcosa di tangibile, persino imperfetto perché dinamico come parte della vita…
Qual è la bellezza più bella? Quella di Botticelli o di Bouguereau? Se dovessimo chiederlo ad una platea di tot persone, le risposte si equiparerebbero, probabilmente, e ognuno crederà di essere nel giusto affermando la preminenza di una bellezza sull’altra… Botticelli, con la sua Nascita di Venere è un classico, e quella di Bouguereau è più sensuale. Forse… ma forse no. L’uno ce la mostra nella sua immateriale perfezione, l’altro in morbida posa, come fosse potenzialmente più accogliente (e corruttibile?). O forse no…
L’Arte ci parla per immagini attivando le nostre emozioni, le nostre conoscenze, i nostri sentimenti, ci dà nuovi spunti non omologati per guardare il mondo, differenti punti di osservazione sulla realtà, e ci dice tante cose, molte delle quali – essendo l’Arte un linguaggio – si devono conoscere e, se non si conoscono, si possono imparare… Per esempio: la Venere di Botticelli è emblema di perfezione perché sovrapponibile, nell’anatomia, a una colonna, che allora era tornata ad essere emblema di equilibrio e purezza; quindi, in quanto colonna, lo scheletro della Venere, che la dovrebbe sostenere, è sballato, non è credibile; infatti, la giovane ha spalle troppo scese, braccia lunghissime come lo è il collo e, a ben guardare, anche il piede non è nella posizione prospettica giusta… Eppure funziona. E’ bella. Tale bellezza ci è ancor più evidente sapendo che essa rispecchia i dettami della filosofia di Marsilio Ficino (pieni i simboli neoplatonici nella composizione!) che giungono sino a noi rinnovati da una lettura più contemporanea. Data per certa l’imperfezione fisica ma la perfezione filosofica di questa Venere dai riccioli rossi, passiamo alla sua carica erotica. Pensiamo a quanto è conturbante quella di Bouguereau e siamo certi che questa sua olimpica mora dai lunghi capelli batta la collega rinascimentale. Poi scopriamo che la spuma da cui emerge (nasce) la fiorentina altro non è che lo sperma del dio che feconda e… dubitiamo di quale delle due dee sia la più esplicitamente sensuale.
“La bellezza è versatile.” Philippe Starck
“La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.” Alda Merini
Questa carrellata veloce, che analizza alcuni punti-chiave della bellezza delle due Venere, vuol suggerire che la Bellezza che l’arte rivela e della quale non possiamo fare a meno oggi nella vita quotidiana, ha molte facce, più chiavi di lettura possibili e si dimostra più ricca di quel che appare. Si rinnova sempre, è “piena”, fa riflettere sul senso dell’umana esistenza e spesso anche sulla trascendenza. LaBellezzaamodomio, quindi, è quella densa di concetti che con la pura esteriorità ha un po’, solo un po’ a che fare ma molto, molto di più ce l’ha con l’essenza…
“Ma di cosa esattamente? La bellezza è simbolo della verità. Non dico nel senso della contraddizione verità/menzogna, ma nel senso di cammino di verità, che l’uomo sceglie.”
Andrej Tarkovskij
“La bellezza non è che una promessa di felicità.”
Stendhal
“Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo.”
Voltaire
“La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza.”
Albert Camus
Info e altro qui:
https://www.facebook.com/pages/LaBellezzaamodomio/686356381440498?fref=ts







