Storie

JOHNNY DEPP


Con il mio sfigatissimo bicchiere di Coca-Cola in mano (all’epoca ero scioccamente astemia), mentre tutti sbevazzano a champagne ed altri vini pregiati, io, seduta sul solito divano bianco, sotto a un bel quadro di un artista contemporaneo del solito salotto romano del mio amico regista, guardo l’altra opera d’arte di fronte a me: un alto tavolo di cristallo, poggiato su grandi lettere trasparenti a scrivere “ACQUA” ed ogni lettera illuminata da tante lampadine rosse a forma di fiammella. Opera di un famoso artista d’arte contemporanea italiano, che cerco di capire se mi piace o no: lui mi è simpatico ma la sua opera non mi convince.
Vengo però distratta nella contemplazione dalla conversazione tra un filosofo ed uno sportivo.
Con il filosofo, celebre e noto al popolo per vari motivi, ci eravamo presentati poco prima ed io non lo avevo minimamente riconosciuto. E lui si era anche un cicinin risentito.
Ma, tant’è.
Noto che cerca di farsi notare e di rendermi partecipe della sua sagace saggezza.
Io guardavo l’”ACQUA” e lui ricercava la mia attenzione in vieppiù modi.
Alla fin fine, cedo, mi giro e dò retta, che sennò pare brutto.
I due tipi in questione, sono molto diversi tra loro ma hanno una cosa in comune, tipica dei maschi quando si trovano nel branco: parlare di sesso.
Il filosofo quindi parte di monologo.
Cheppalle, ma ascolto, mistificando interesse.
Più che altro mi incuriosisce la strana coppia, uno sportivo campione mondiale ed olimpico (mica pizza e fichi) ed un filosofo (professore universitario di antropologia filosofica, mica noccioline).
Insomma, per farla breve, il filosofo si siede accanto a me sul divano e invita anche lo sportivo, che in effetti è un po’ un lollone.
Però, io e lo sportivo, siamo per un attimo nella stessa lunghezza d’onda e molto attenti nell’ascolto, perché sembra che il filosofo debba rivelarci la Verità, l’unica Verità, la Verità assoluta.
Attacca una notevole pippa e fa tutto un panegirico sull’argomento che, non ho capito per quali giri, è finito solo su Johnny Depp.
Il filosofo, tutto seducente con la sua altissima ed elegante eloquenza, ci svela quindi questa benedetta Verità, secondo lui assoluta, inevitabile e, a giusta cagione, catastrofica:
“…una notte stavo in un taxi a Parigi, con Johnny Depp. Lui era un po’ brillo e sapete cosa mi ha confessato Johnny in un momento di sincerità primordiale? In vino veritas si è confidato con me e, tra le lacrime, mi ha confessato che lui si, è un sex symbol amato da tutte le donne del mondo, che ha avuto le donne più belle del mondo, che è fidanzato con una bellezza planetaria, che tutte le donne del mondo lo desiderano ma lui è triste, è tanto triste..
E’ triste perché ce l’ha piccolo…”
‘A filosofo, ma va’ a ramengo!