Gavettoni estivi
Questa fighissima trovata virale dell’Ice bucket challenge, impazza e raccoglie un sacco di soldi per la ricerca contro la Sla, dicono.
Io non posso fare a meno di pensare a Piergiorgio Welby e alle secchiate di merda calda che lancerei sulla testa di un bel po’ di ipocriti che gli rifiutarono una fine tranquilla e dignitosa.
Non posso fare a meno di pensare che piuttosto che sprecare secchiate di miliardi in armamenti e giocatori di football, si potrebbero finanziare ricerche a bizzeffe, in automatico.
C’è sempre bisogno di fare circo, invece.
La secchiata d’acqua fredda ha un suo perché, dicono: ti fa sentire la paralisi muscolare e il cervello attivo. Come quando si è colpiti dalla Sla. Ma la secchiata è divertente. La Sla, no.
Prossimamente per finanziare la ricerca contro il virus dell’ebola, che brucia gli organi interni, prepariamoci a una bella campagna virale con un sacco di bella gente che si mette un mattone rovente nelle mutande.
Per la scienza e il benessere dell’umanità è sempre utile una bella minchiatona pubblicitaria. Quei poveri malati di Sla o di ebola, non hanno nessun appeal da soli, nei loro letti tristi, fanno venire voglia di cambiare canale, distogliere lo sguardo, tirare fuori grossi corni napoletani. Per aiutare la ricerca è molto meglio la slapstick comedy sanitaria.
Ha ragione Veronesi, a ‘sto punto della storia, farsi una canna non fa male a nessuno, siamo tutti già strafatti.
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