Ticket "poltrone nere" Spettacoli

Teatro: attenzione alle poltrone nere!


Una lettera aperta di Vittorio Palazzini


 

Caro signor Antonio Calbi, direttore del Teatro di Roma, volevo ringraziarla per avermi fatto acquistare presso la biglietteria del teatro (attenzione, ho detto la biglietteria del teatro, non in mezzo alla strada, eh!), 4 biglietti per lo spettacolo “LE VOCI DI DENTRO”, in scena al teatro Argentina di Roma venerdì 6 febbraio 2015.
Lei dirà, perché mi ringrazia? Forse perché lo spettacolo è stato bello?! No, assolutamente non per questo, oddio lo spettacolo potrebbe pure essere stato bello, ma purtroppo non l’ho visto! E perché dirà Lei se ha acquistato i biglietti il 23 gennaio non è riuscito a vedere lo spettacolo il giorno 6 febbraio? Ah, non lo so, non l’ho ancora capito, posso dirLe come sono andati i fatti e poi sperare in qualche Sua spiegazione, mi dica Lei!
Io so solo di aver acquistato 4 biglietti il 23 gennaio, di essermi sentito dire che il teatro è pieno, è esaurito ma che non mi dovevo preoccupare perché, come ha scritto l’omino della biglietteria sul tagliando, ci saranno delle cosiddette “POLTRONE NERE” che verranno aggiunte, anzi che addirittura potrò vedere lo spettacolo meglio di quelli che hanno le poltronissime. E allora, dirà Lei?!
Beh, allora venerdì sera, giorno dello spettacolo, mi faccio i miei buoni 50 km per arrivare a Roma, forse prendo anche la mia bella multa per cercare parcheggio, entro a teatro e mi sento dire che… “EHM, BISOGNA ASPETTARE UN PO’”.

– …PERCHE’ …INSOMMA …BEH …ALLORA, CI SONO DEI POSTI IN PLATEA CHE… SICCOME CHE ALCUNI NON SONO ANCORA VENUTI POTETE SEDERVI UNO QUI, UNO LA’… EHM, PERO’ SE POI VIENE IL POSSESSORE DI QUESTO POSTO DOVETE ALZARVI…
– Scusi, ma le “poltrone nere”?!
– …BEH, QUELLE, AAAHHH QUELLE! …DICIAMO CHE… COME DIRE, I VIGILI NON CI HANNO DATO L’AGIBILITA’ PER LA COSA. NON SI POSSONO METTERE… SE VOLETE POI POTETE VEDERE LO SPETTACOLO IN PIEDI…
– Cosa cosa cosa?!?!?
– …SE VOLETE POI POTETE CHIEDERE IL RIMBORSO DEL BIGLIETTO.

La ringrazio quindi per avermi fatto fare 100 km a vuoto, per avermi fatto dannare per trovare un parcheggio, e per avermi fatto prendere un bel po’ d’acqua viste le condizioni meteo di quella sera; tutte emozioni che sono sicuro non avrei provato nemmeno avessi potuto guardarmi lo spettacolino dei fratelli Servillo.
Ah, dimenticavo, nei miei 50 km di viaggio per ritornare a casa diversi erano i pensieri per spiegarmi come può uno dei teatri più importanti di Roma, anzi IL teatro di Roma (lo dice anche il nome!), vendere più biglietti dei 696 posti a disposizione! Tra i vari pensieri, dal più buonista al più malandrino, mi è rimasto più impresso forse il più malandrino di tutti.
Se vuole glielo spiego!
Allora, prendiamo un teatro con 696 posti a disposizione, prendiamo uno spettacolo che fa il tutto esaurito e che quindi faccia vendere tutte le sere i 696 posti a sedere, poi, e qui esce fuori il malandrino che è in ognuno di noi, io però mi vendo con un blocchetto di biglietti diciamo “non ufficiale” altri 30 biglietti per sera, a €. 35,00. Insomma, io ogni sera ho circa €. 1.000,00 di “straforo”. Ha capito per straforo che intendo?! Bene, ha capito, allora continuiamo. Quindi, sempre a pensar male, se il 50% delle persone che hanno acquistato questi biglietti non fanno come noi 4, che abbiamo chiesto il rimborso, ma fanno invece come le due persone che erano davanti a noi che hanno iniziato ad inveire…”A LADRI, TENETEVELI ‘STI SOLDI, A POVERETTI!!!”, significa che ogni sera minimo si incassano circa €. 500,00 senza che nessuno sappia nulla! Continuando a pensarla sempre male, se dal 20 gennaio succede ‘sta cosa, significa che fino al 15 febbraio, giorno di chiusura dello spettacolo, si saranno incassati circa €. 13.000,00 senza una goccia di sudore. Mi pare una bella cifretta! Però, per carità, io ho descritto il peggior pensiero che mi è passato per la mente, stiamo parlando del Teatro di Roma, ma che possono succedere cose del genere, al Teatro di Roma?! Dico, TEATRODIROMA!!! Ma non scherziamo…
Vabbè, la saluto, le ho fatto perdere già forse troppo tempo per una cosa che va a capire se leggerà mai, poi devo sbrigarmi anch’io, sa devo scrivere questa mail anche al sito di ROMA CAPITALE, alla REGIONE LAZIO, alla PROVINCIA DI ROMA, al MINISTERO DEI BENI CULT.LI, (beh, essendo enti che patrocinano Teatro di Roma forse sanno qualcosa) e alla SIAE di competenza, forse loro una spiegazione me la daranno!
La saluto.

COME SI DICE IN QUESTI CASI?
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10 febbraio 2015

“Gentile Vittorio Palazzini, il Direttore Antonio Calbi è costernato per quello che le è accaduto e di cui ha chiesto immediate spiegazioni ai responsabili di sala e di biglietteria. Avrebbe molto piacere di poterle parlare direttamente. Ora è fuori Roma. La prega di inviargli una mail con i suoi telefoni e la contatterà immediatamente”.

(Ricevuto su MagazineRandom)

giovedì 12 febbraio 2015 – 13:33

Gentile redazione,
in allegato e di seguito la replica del Teatro di Roma in merito alla lettera del Sig. Pallazzini (“Palazzini”; ndr.)
Cordiali saluti
Ufficio Stampa Teatro di Roma

Il Teatro di Roma tiene a precisare che, in merito alle “poltrone nere” – una dotazione di venti biglietti così battezzata dal responsabile della biglietteria del Teatro per permetterne l’identificazione -, non si tratta né di fondi neri, alla maniera di Tangentopoli, né di poltrone nostalgiche del Ventennio, ma semplicemente di poltrone tipo “regista”, con la stoffa di sedile e schienale color nero, appunto, adottate per rimpiazzare le poltrone di prima fila smantellate per far posto alla scena dello spettacolo “Le voci di dentro” di Eduardo, con Toni e Peppe Servillo. Questi posti a sedere sono comunque stati predisposti all’interno del contingente di 720 posti previsti dall’agibilità del Teatro. Agibilità da noi sempre rispettata, come certificato anche dalla recente ispezione della Siae, attivata in seguito all’esposto di uno spettatore sospettoso e vittima di una spiacevole disfunzione, immediatamente sanata, e di cui ci scusiamo sinceramente.
Si è proceduto nel recupero dei suddetti posti a sedere, perduti a causa di esigenze sceniche – la scena dello spettacolo aggetta in platea in modo particolare – per soddisfare l’enorme richiesta di spettatori di poter assistere e festeggiare questo felice allestimento, da noi coprodotto con il Piccolo Teatro di Milano e Teatri Uniti di Napoli, che proprio in questo mese di tutto esaurito al Teatro Argentina ha festeggiato le trecento recite: un traguardo assai raro nel teatro italiano degli ultimi tempi e di cui siamo orgogliosi.

(Ricevuto da MagazineRandom)