Salute & Medicina

La memoria dell’acqua


La materia ha una sua memoria. Registra gli avvenimenti.
Lo sa bene chi con la materia ha a che fare per modellarla. Lo sanno gli artisti.

La materia “vissuta” porta con sé tutto il carico dei suoi anni. Il tempo trascorso dà carattere al legno, incide la pietra, struttura e destruttura i metalli. Questo concetto, per quanto apparentemente noto e banale, può rappresentare invece una rivoluzione culturale di cui ancora non si intende bene la portata.

Già, perché anche l’acqua è materia.
Ecco allora che immaginare di “scrivere” nell’acqua è già di per sé un concetto che presuppone una qualche elasticità mentale. Eppure, se con questo semplice assunto pensassimo all’acqua come materia tout-court, sarebbe ovvio immaginare che anche l’acqua, come il legno o la pietra, porti con sé lo scorrere del tempo, gli avvenimenti che ha “vissuto”, il suo trascorso, i contatti con gli altri elementi, le emozioni persino.

E qui siamo già “oltre frontiera”, nell’ordine della speculazione filosofica. Ma andiamo per gradi.

C’è un documentario visto questa estate che mi ha colpito molto. “Un altro mondo” è il suo titolo.
Un altro mondo racconta il legame che c’è tra , al di là delle apparenze.
Il corpo umano è per oltre il 90% fatto di acqua.
L’acqua, se sottoposta a suoni diversi, cristallizza in modo diverso.
Esempio: se la musica è piacevole, la forma dei cristalli sarà bella a vedersi. Se la musica è poco piacevole o alla peggio fastidiosa, i cristalli saranno brutti a vedersi: per fare un paragone simili alla conformazione molecolare di una malattia vista al microscopio.
Se sottoposta a frequenze sonore differenti, l’acqua reagisce fisicamente in modo conforme, come ben si vede in questo video.

Dunque l’acqua, sottoposta a stimoli come musica e frequenze, dimostra capacità di memoria e riesce a ricreare parti di DNA dove non questo non era in precedenza. Se confermato, sarebbe una delle più grandi scoperte dei nostri tempi.
Il documento che relaziona sul’affascinante esperimento si può scaricare qui: 
http://www.unimib.it/…/redazioneweb/eventi/montagnier.pdf
o in calce all’articolo.
Bene, per quanto poco eclatante, penso che questa sia una delle scoperte che potrebbe avere maggiori implicazioni in una futura applicazione in campo medico.

La domanda è: se l’acqua “registra” gli stimoli circostanti e porta informazioni, i “prodotti” di cui l’acqua è parte (come un cibo o il nostro stesso corpo), come mantengono quelle stesse informazioni?
Nel bene e nel male.

In più, forse, la consapevolezza della possibilità che un alimento trattato con violenza (ad esempio un animale da macello), trasferisca lo stress che ha subito a chi se ne nutrirà, dovrebbe darci altrettanto da pensare.

Si intuisce facilmente che le possibili infinite applicazioni sia in medicina, da in punto di vista terapeutico, che nello stile di vita, inteso come prevenzione di molte patologie, potrebbero essere rivoluzionarie.
Quello che invece non si comprende pienamente è la ragione per cui scoperte di questa portata non abbiamo l’attenzione che meritano. Questa è la ricerca di cui abbiamo bisogno.

Sì, forse un altro mondo è possibile!

 

 

Scarica il press-kit di “Un altro mondo”
DOWNLOAD