Rubrica Random n.21 del 22 settembre 2009. Lo spostamento degli uffici di Poste Italiane nel Comune di Nepi. Le osservazioni e le perplessità pubblicate sul giornale "L'Etruria".
MACCHEDDAVERO
MACCHEDDAVERO
22 settembre 2009
Quando l’ho visto non ci volevo credere.
Senza un parcheggio adeguato.
Davanti alla via più trafficata del paese, Nepi, tra un continuo via vai di traffico pesante.
Quasi alla fine del centro abitato.
Scomodo.
Pericoloso.
Che cos’è?
Il nuovo ufficio postale. La scelta più incomprensibile degli ultimi trent’anni.
Cari amministratori, questa maggioranza ha avuto un largo consenso proprio perché, a torto o a ragione, ha il credito di fare le cose.
Bene, spero che faccia presto qualcosa.
MA CHE DAVVERO?
Studi recentissimi hanno dimostrato che gli uffici e i servizi di pubblica utilità (poste, banche, scuole, A.s.l., primo soccorso, farmacie, uffici comunali) non dovrebbero mai essere dislocati sulle principali arterie di scorrimento di un centro abitato.
Mai sulla via principale, per capirci.
Questo perché, nonostante un primo momento si pensasse proprio il contrario, vale a dire mettere quegli uffici sulla via principale con la convinzione che potessero essere raggiunti meglio e con più facilità, di fatto lo studio pare abbia riscontrato quanto invece queste decisioni siano un intralcio per la mobilità e lo scorrimento veicolare. Si tratta di scelte avventate e disagevoli al punto di rendere difficoltoso l’accesso e l’utilizzo degli stessi servizi offerti, vanificando in tal modo la facilità d’uso degli utenti. Proprio la facilità d’accesso dovrebbe essere il primo criterio utile e imprescindibile nella scelta del luogo più adatto alla sede dell’ufficio di cui si discute.
Insomma, questo studio all’avanguardia pare sconfessi totalmente le tesi precedenti, invitando a dislocare uffici di pubblica utilità laddove vi siano le seguenti condizioni:
- facilità di accesso alla sede;
- facilità di reperimento della sede;
- sicurezza;
- parcheggi;
- assenza di criticità nello scorrimento del traffico urbano.
Praticamente il luogo ideale parrebbe essere proprio laddove l’ufficio postale si trovava in precedenza: via Tre Portoni.
Se nel nostro caso poi si considera che, di fronte al nuovo ufficio, al traffico veicolare urbano si aggiunge quello extraurbano, che dire?! Studio o non studio, diventa anche una questione di buon senso.
E il buon senso popolare vorrebbe che l’ufficio fosse esattamente lì dove è sempre stato, da qualche decina d’anni a oggi.
Senza lasciarla, nella nuova sede si potrebbe allocare il magazzino di cui le poste pare abbiano tanto bisogno, lasciando gli sportelli aperti al pubblico lì dove sono sempre comodamente stati.
Alla prossima allora,
Federico Caramadre







